Faber-Castell Pitt pen hacked!

Da alcuni mesi per disegnare Quiff (e un po’ tutto il resto) uso delle magnifiche penne della Faber-Castell: le Pitt artist pen. Sono penne da un costo abbordabile anche se non bassissimo, di varie misure: la classica fine, media, grossa e quella con la punta a pennello. La più ambita, la più versatile, la più delicata. Come tutte le penne di quel tipo soffre infatti di un’usura maggiore rispetto alle altre, il pennino soffice si rovina, si consuma e non permette più di tracciare tratti modulati e compatti.

Su internet ho scoperto però un video che spiega come ovviare a questo problema e aggiungere un po’ di vita in più alle penne che credevamo finite del tutto. Beh, c’ho provato anch’io e vi riporto l’esperimento (per altro semplicissimo).

Questo il video trovato su Drawn!:

[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/g7xexDwNG2A" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

E questo quello che ho provato io con tanto di differenza di tratti tra prima e dopo:

Ecco la penna con la punta visibilmente rovinata.

Qui il momento del cambio del pennino. Aiutandosi con una pinzetta il procedimento risulta banale.

A destra vedete la punta usurata e a sinistra quella nascosta, nuova di zecca!

Dopo aver reinserito il pennino come da video ho tracciato delle semplici linee per verificare la riuscita dell’esperimento. Guardate un po’ voi la differenza tra le prime grosse e quasi sempre dello stesso spessore e quelle a fianco con il pennino nuovo. Una chicca.

Aggiungo che le Pitt artist penn posso essere smontate anche dal retro. Contengono il classico tubicino impregnato di china che può essere ricaricato con una siringa nel caso fosse scarico o secco del tutto, ma per questo mi riprometto di scattare altre fotografie da inserire in un nuovo post più avanti. (Una nota: tutte le penne contengono china indiana perfettamante resistente all’acqua, il che vuol dire che se ci passate su con un pennello bagnato di colori ad acquerello la china non si scomporrà minimanente, per ricaricare la penna è ovvio che bisogna usarne di simile. Io l’ho fatto con la Winsor & Newton leggermente diluita in acqua).

9 Commenti...

  1. Albo

    wow… questa si che è roba utile!
    appena la mia punta si arrotonda, proverò l’hack! 😀
    e poi posta anche il metodo di ricarica e le proporzioni di inchiostro e acqua, ogni tanto da queste parti questi pennarelli scompaiono e devo farne a meno! così per un po’ potrei ovviare!

  2. Cius

    Il post sul metodo di ricarica è in cantiere ma devo vedere se poi la penna funziona senza problemi a lungo o se alla fine si secca tutto!

  3. stefano

    ma dai, non avevi mai provato a girare il pennino?
    non hai smontato mai un uniposca?
    io lo facevo sempre… più che altro perchè non chiudevo mai il tappo e si asciugava… :-I
    cmq devo fare un esposto… nel video fa un disegnino per far vedere il nuovo tratto, tu solo linee… non va affatto bene, vediamo di darci un pò da fare, ok? 😉

    ciao ciao

  4. Cius

    Il problema è che la penna su cui ho fatto il test è ancora semi funzionante e prima di tirargli via la punta con una pinzetta… sai com’è… non volevo demolire il tutto. In più sugli uniposca non facevo a tempo a finire la punta che avevo prima finito l’inchiostro!

    Per le linee invece sono io che faccio un esposto! Ma come? Non hai notato la citazione dei famosi quadri di Lucio Fontana? Haihaihai.

  5. andrei

    Il lettore non dovrebbe mai vedere cosa si nasconde dietro un fumetto o un romanzo. Non dovevi farmi vedere gli attrezzi del mestiere! Ora so che avrò voglia pure io di provare a disegnare “seriamente”… che tragedia!

  6. Sara

    Io lo facevo coi pennarelli quando ero alle elementari 😀

  7. Ed!

    OMMIODDIO! Cius!!!! Grande… proprio in questi giorni stavo parlando con degli amici di quanto ami queste penne ma di come la punta perda il filo velocemente!!! Non sai che favore mi hai fatto… io neanche ci avevo pensato a estrarre la punta.
    (ora lo farò con tutti i pennarelli di qualsiasi tipo uahahah!)

  8. Cius

    x Ed: beh, felice di esserti stato utile! Vedo con piacere che sono usate da parecchie persone queste penne meravigliose. E pensare che devo farmi più di 30 kilometri da dove abito per comprarle perchè nella mia città a stento si trovano!

  9. simmons

    ciao!
    anche io adoro queste pitt pen…ma a roma non riesco a trovarle da nessuna parte…ogni volta i negozianti mi guardano come se parlassi un’altra lingua!
    comunque il trucchetto lo conoscevo…proprio oggi ho provato a ricaricarla con dell’inchiostro di china…diciamo che funziona ma forse l’inchiostro era trovvo fluido e quindi il tratto è diventato più grosso ed è durato 5 minuti! comunque staccando il tappo dietro e con l’inchiostro giusto penso che potrebbe tornare nuova! hai fatto altri esperimenti?

Lascia un commento