Le Patacate – parte seconda

Seconda puntata de “Le Patacate” (qui la prima) ovvero cosa succede dietro alle quinte sui fogli delle comic strip in fase di realizzazione. Se credevate che fossero tutti belli puliti e senza macchia vi sbagliavate di grosso. Capita infatti, come in tute le cose, che la fretta, l’imprevisto, la disattenzione generino veri e propri mostri: macchie, segnacci, schizzi e appunto, patacche. Come rimediare quando non è possibile come in Photoshop fare CTRL-Z e tornare indietro? L’altra volta vi ho mostrato la copertura con la classica scolorina.

La scolorina, ve ne sarete accorti sui vecchi libri e quaderni di scuola, è un’ottima alleata per correggere gli errori anche se a lungo andare, negli anni, potrebbe rovinare il foglio per via della sua composizione chimica, o ingiallire (alcune diventano anche verdognole attaccate dalle muffe) e rendere l’originale una bella schifezza. Certo è che è pratica e comoda, molto coprente, veloce da asciugare e senz’altro economica.

Ma quando l’area rovinata è troppo estesa o con partcolari troppo piccoli e difficili da recuperare che si fa? Si usa l’arte della pezza. Cioè si prende un bel riquadrino di carta, magari della stessa qualità di quella su cui si stava lavorando e lo si incolla sopra al punto da rifare. Si ritaglia per bene, seguendo la forma e si riparte riprendendo le linee e ricostruendo il resto del disegno che manca. Di certo l’originale non brillerà di bellezza ma sarà preservato da ingiallimenti e chiazze di colori poco simpatici.

Ecco una strip con Vermiglione ed una bella pezza proprio sopra al protagonista.

Qui a sinistra un particolare della pezzatura. In questo caso qualcuno potrebbe pensare che abbia esagerato con l’ampiezza del pezzetto di carta. Vermiglione ci sarebbe benissimo stato in un ritaglialo anche più piccolo. Il motivo della sua grandezza però è semplice: serve per dargli un’area maggiore di incollatura e per dare a me la possibilità di lavorarci con un po’ di semplicità. Se avessi messo un coriandolo probabilmente non sarebbe resistito a lungo. Aumentandone la grandezza invece posso sperare duri un po’ di più. La colla utilizzata è la classica Pritt dall’inconfondibile stick rosso, niente di particolare, mi ci sono sempre trovato bene e per certi lavoretti è insostituibile. Qui sotto invece ecco l’intera striscia scandita e ripulita con l’immancabile Photoshop con l’aggiunta dei riquadri. Tempo fa li facevo sempre a computer, ora faccio anche quelli a mano.

Nel terzo post de “Le Patacate” la differenza tra l’uso della scolorina e la china bianca “coprente” della Windsor & Newton

5 Commenti...

  1. Viviana

    Ciao! Meno male che… ti fai la spia da solo (svelando le patacate e come ci poni rimedio), perchè io non mi sarei mai accorta che in questa strip era stata messa una “pezza”!

    P.S. C’è sempre quel premio che ti aspetta, qui

  2. Cius

    Viviana, grazie per il premio, ho curiosato un po’ nel poco tempo a disposizione e la cosa mi sa un po’ da catena di Sant’Antonio.
    A me quello che assomiglia alle catene mi fa sempre venire un po’ di orticaria… quindi grazie, ritiro volentieri ma non proseguo!

  3. Viviana

    Nessun problema! Il mio voleva essere un riconoscimento alla tua bravura, non un’istigazione a proseguire premiando a tua volta qualcuno. Apprezzo te ed apprezzo Quiff, volevo che tu lo sapessi. Tutto qui!

  4. Cius

    Ma figurati, il premio lo accetto volentieri e ti ringrazio!

  5. _Antonio_

    Ah, non la sapevo questa del bianchetto.
    (io mi trovo bene con la pritt roller)

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