Le Patacate – parte terza

Rieccoci con il terzo appuntamento de “Le Patacate“. Mini-guida semiseria sul come riparare alle disgrazie che possono capitare in fase di inchiostrazione delle proprie strisce. Nei due post precedenti si è parlato di scolorina e pezze di carta per coprire o sostituire aree sporcate con gocce, ditate, segnacci. C’è però una terza strada. Si può scegliere ad esempio di utilizzare, nel caso i ritocchi siano pochi e limitati a piccole aree del foglio, la china bianca o la tempera.

Quando cominciai a disegnare con china e pennino decisi che dovevo partire dal meglio e comprai l’inchiostro della Windsor & Newton. Ottimo, denso quanto basta, allungato con acqua distillata non perde il suo vigore e il suo profondo colore nero, è un china fantastica sotto tutti i punti di vista e profuma pure di buono per i nasi più delicati. Da consigliare vivamente, insomma.

Preso da cotanto entusiasmo tempo addietro, in un negozio fuori città, ho cercato e trovato anche la china bianca. Il tipo dietro al bancone mi giurava (forse troppo frequentemente) fosse perfettamente coprente, io dopo averla usata più volte posso dire che perfettamente coprente non è.

Sembra molto più diluita del normale, molto meno densa e agitandola per amalgamarla bene crea una fastidiosa schiumetta che si appiccica al pennello o al pennino. Niente di che, per carità, il fatto è che ho deciso di usarla solo per i ritocchi veloci e le piccole sistemazioni oltre che per scrivere testi bianchi su fondi neri.

Eccone alcuni esempi. Qui l’ho usata ad esempio per i ciuffi di Quiff e per le stelle bianche su fondo nero.

Qui per dare l’effetto “vento”. Il classico utilizzo del bianco sul nero per creare effetti di velatura.

Questo invece è quello che intendevo nel dire che la china bianca Windsor & Newton non è affatto coprente come mi aspettavo. Sotto la parola “orbita” si vede chiaramente il segnazzo sbagliato del balloons corretto successivamente.

Molto meglio insomma l’uso della tempera. Anch’essa richiede più di un passaggio se si vuole ottenere un bianco che “più bianco non si può”. E’ coprente e simile alla scolorina in quanto a versatilità. Sulla tempera inoltre, non essendo idrorepellente, si riesce anche a ripassare con più facilità l’inchiostro di china.

Ecco qui un fiore appena disegnato sopra ad una grossolana stesura di tempera.

Prossimo e ultimo post de Le Patacate: “Anche i grandi pataccano!”

3 Commenti...

  1. Viviana

    Basta, ormai è conclamato: sono Quiffdipendente!
    Queste tue Patacate poi sono bellissime… Io – forse te l’ho già detto – ho l’abilità pittorica di un bimbo di 5 anni (tra me e la mia nipotina è una bella lotta a vedere chi disegna meglio e chi “non esce dalle righe” colorando… 😀 ), ma mi piace davvero che tu spieghi cosa succede dietro le quinte di una strip! E’ interessante e… istruttivo!

  2. Cius

    x Viviana: La dipendenza dalle strip ti giuro che non fa male e non dà effetti collaterali! A lungo termine si può al massimo rischiare di tornare un po’ bambini… 😉

  3. _Antonio_

    Più o meno come la china bianca rende pure l’ecoline bianca.

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