Archive for aprile, 2008

Aprile

martedì, aprile 8th, 2008

Certi nuvoloni sono talmente pieni che si scoppiano come palloncini.

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Che porcheria!Bah, niente di che...Carina, nulla piùBella!HAHA! Meravigliosa! (5 voti, media: 4,80)
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Le Patacate – parte prima

giovedì, aprile 10th, 2008

Oggi e in altri post che seguiranno, vi mostro quello che nessun disegnatore avrà mai il coraggio di mostrarvi. Ovvero quelle che il buon Paolo Cevoli definisce le patacate. Cioè robe fatte male, di fretta, senza testa, a tratti ridicole e stupide. Applicate al fumetto poi le “patacche” possono assumere il fin troppo reale significato di macchie, zozzerie, chiazze più o meno visibili di errori e rimedi vari.

Insomma capita (a molti) per esempio che usando china e pennino o china e pennello, si infiltri per svariati motivi (magari dopo la pulizia) dell’acqua in più di quella che serve tra le punte o le setole, dando vita quando meno ce lo si aspetta all’entusiasmante effetto del gocciolamento. Partono così, all’improvviso, getti e puntinature, goccioloni neri come petrolio che finiscono dritti dritti nel punto del disegno più complicato da rifare, schizzi lunghi un miglio tra la prima e l’ultima vignetta che si potrebbe stenderci sopra i panni, e via dicendo… insomma un disastro.

Vogliamo parlare poi quando l’inchiostro del disegno, magari nei punti in cui se ne accumula di più, si secca solo in superficie? Lasciando il magma nerastro al di sotto bello fluido e morbidoso che la gomma delle cancellature, al suo passaggio, stende più o meno uniformemente sul bianco candido del foglio? O quando tentando di rimediare ad uno dei sopra citati errori si combinano disastri ancora più grandi e si deve ripartire da zero… E’ vero, si evitano queste cose. Con un po’ di pazienza tanto per iniziare e con tanta pratica e tante prove, accertandosi di aver asciugato e pulito per bene i propri strumenti o aspettando che il tutto sia bello asciutto aiutandosi magari con il phon… ma allora, che patacate sarebbero?!

Quindi quando capita ci si fa il callo e si va avanti e si recupera il recuperabile. Di seguito tanto per iniziare, eccovi una strip di esempio già comparsa sul blog di Momo. Ve la mostro prima della scansione e della pulizia digitale a computer con Photoshop. Come sapete ci tengo agli originali, quindi cerco di ripulire i disegni anche nella realtà oltre che in quel mondo virtuale che è internet e per farlo (non potendo puntare il mouse e fare click) uso scolorina, china bianca, tempera, ecc.

Questa la strip dopo le patacate di inchiostro dovute a gocciolamento e stiratura da gomma, già pulite con la scolorina:

Questa invece quella scandita e ripulita con Photoshop:

La prossima volta vediamo assieme la famosa e antica arte della pezza…

17 – Maledetto lunedì

lunedì, aprile 14th, 2008

Leggi qui tutte le strip uscite fin’ora!

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Previsioni

martedì, aprile 15th, 2008

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Le Patacate – parte seconda

giovedì, aprile 17th, 2008

Seconda puntata de “Le Patacate” (qui la prima) ovvero cosa succede dietro alle quinte sui fogli delle comic strip in fase di realizzazione. Se credevate che fossero tutti belli puliti e senza macchia vi sbagliavate di grosso. Capita infatti, come in tute le cose, che la fretta, l’imprevisto, la disattenzione generino veri e propri mostri: macchie, segnacci, schizzi e appunto, patacche. Come rimediare quando non è possibile come in Photoshop fare CTRL-Z e tornare indietro? L’altra volta vi ho mostrato la copertura con la classica scolorina.

La scolorina, ve ne sarete accorti sui vecchi libri e quaderni di scuola, è un’ottima alleata per correggere gli errori anche se a lungo andare, negli anni, potrebbe rovinare il foglio per via della sua composizione chimica, o ingiallire (alcune diventano anche verdognole attaccate dalle muffe) e rendere l’originale una bella schifezza. Certo è che è pratica e comoda, molto coprente, veloce da asciugare e senz’altro economica.

Ma quando l’area rovinata è troppo estesa o con partcolari troppo piccoli e difficili da recuperare che si fa? Si usa l’arte della pezza. Cioè si prende un bel riquadrino di carta, magari della stessa qualità di quella su cui si stava lavorando e lo si incolla sopra al punto da rifare. Si ritaglia per bene, seguendo la forma e si riparte riprendendo le linee e ricostruendo il resto del disegno che manca. Di certo l’originale non brillerà di bellezza ma sarà preservato da ingiallimenti e chiazze di colori poco simpatici.

Ecco una strip con Vermiglione ed una bella pezza proprio sopra al protagonista.

Qui a sinistra un particolare della pezzatura. In questo caso qualcuno potrebbe pensare che abbia esagerato con l’ampiezza del pezzetto di carta. Vermiglione ci sarebbe benissimo stato in un ritaglialo anche più piccolo. Il motivo della sua grandezza però è semplice: serve per dargli un’area maggiore di incollatura e per dare a me la possibilità di lavorarci con un po’ di semplicità. Se avessi messo un coriandolo probabilmente non sarebbe resistito a lungo. Aumentandone la grandezza invece posso sperare duri un po’ di più. La colla utilizzata è la classica Pritt dall’inconfondibile stick rosso, niente di particolare, mi ci sono sempre trovato bene e per certi lavoretti è insostituibile. Qui sotto invece ecco l’intera striscia scandita e ripulita con l’immancabile Photoshop con l’aggiunta dei riquadri. Tempo fa li facevo sempre a computer, ora faccio anche quelli a mano.

Nel terzo post de “Le Patacate” la differenza tra l’uso della scolorina e la china bianca “coprente” della Windsor & Newton