I pennini da disegno
giovedì, maggio 29th, 2008Giorni fa mi sono messo alla ricerca sul web di alcuni pennini di cui avevo sentito parlare nel tempo in solitarie ricerche notturne tra blog, forum e newsgroup. Volevo acquistarli e fare un po’ di prove sul campo con qualcosa di diverso. Si tratta di pennini “famosi” per così dire, utilizzati anche tra i cartoonist di successo e decantati spesso per la loro superba qualità.
A distanza di tempo mi è arrivato il famigerato pacco con il materiale e devo dire la verità è stato uno degli acquisti più interessanti fatti di recente. All’inizio volevo comprare tutto da Scribblers forse il migliore shop online per questo genere di cose, ma non avendo disponibili purtroppo un paio di articoli che desideravo sono finito da QuietFire Design e dalla gentilissima Suzanne.
Tempo una settimana dall’ordine ho tutto in mano, pronto per fare delle prove. Il costo ve lo dico subito è stato in gran parte aumentato dalla spedizione (arrivava tutto dal Canada) perchè i pennini in sé non è che venissero granchè. Eccovi nel dettaglio la lista della spesa:
- 2 Imperial Hunt 101 2,52 dollari
- 1 Crowquill Hunt 102 1,49 dollari
- 1 Speedball C-5 1,99 dollari
- 1 Holder per la Crowquill Hunt 102 1,49 dollari
Spese di spedizione 7,95 dollari (Più del totale degli articoli!)
Ma andiamo con ordine. Per cominciare posso dirvi che tutte le ultime strip di Quiff sono realizzate con un pennino, il primo in assoluto che ho preso in mano: un semplice Conté, recuperato dagli astucci delle medie di mia moglie (giuro!). Eccolo qui:

Ora, non è che mi ci trovo male, il Contè poi basta che faccio due passi e il negozietto di colori dietro casa ne ha quanti ne voglio. Però è anche vero che ha i suoi limiti (sia di flessibilità che di scorrevolezza sulla carta) e dopo aver testato i meravigliosi aggeggi di cui sopra adesso mi sembra di tenere in mano uno scalpello.
Partiamo dal primo. Il mitico Imperial Hunt 101:

dico mitico perchè in molti l’hanno lodato per le sue caratteristiche, ultimo in ordine di tempo il grande Richard Thompson di Cul de Sac. E’ flessibilissimo, scorrevole che pare che voli sul foglio e lo si sente molto morbido al tratto che è il suo pregio e allo stesso tempo il suo difetto. Basta davvero poco per calibrarne quantità e fluidità d’inchiostro, tanto che abituato com’ero, al primo utilizzo ho subito sgocciolato ovunque sul foglio facendo dei segnacci terribili, caricando tutto sul primo punto e rimanendo senza inchiostro un centimetro dopo! Però con un po’ più di grazia lo si riesce a domare e si ottengono linee morbidissime e tonde e anche con i testi si può giocare parecchio per ottenere effetti di marcatatura più o meno accentuati.

Il secondo invece è l’ancor più famoso Speedball C-5.

Un pennino nato principalmente per i testi e la scrittura, vista la sua punta squadrata e mediamente flessibile. Dotato di ricarica incorporata nella parte superiore per un maggiore accumulo di inchiostro e una maggior durata nella stesura, questo pennino è più rigido (e pesante) dell’Imperial anche se mantiene una scorrevolezza al di sopra della media. E’, come dire, “autoritario” nel tratto, e il numero 5 è fatto per disegni medio-grandi (ho già capito che me ne serviranno di più piccoli vista la dimensione delle mie strisce…)

Lo Speedball C-5 è famoso perchè ha seguito per anni i movimenti di una mano come quella di Charles M. Schulz e anche Jim Borgman di Zits ne ha fatto largo uso nei suoi disegni. Una chicca tratta da questo libro: quello che vedete di seguito è quello originale usato da Schulz solo per i testi fino a pochi mesi prima della sua morte, incrostato di inchiostro e leggenda:

questo invece è quello che ha usato per i disegni dei suoi Peanuts (il compagno di una vita si potrebbe dire – Schulz ha acquistato a suo tempo l’intero stock dall’azienda produttrice al momento del fallimento pur di non rimanerne senza…), si tratta del 914 Radio:

Piccola parentesi: un altro pennino di ottima qualità a punta squadrata che ho da tempo è il Leonardt 6. E’ poco flessibile ma scorrevole, ha una zigrinatura sulla parte superiore più una piccola cavità per l’accumulo e il rilascio graduale di inchiostro ed è molto molto leggero pur rimanendo tra i più resistenti.

Anche se dalla foto non sembra, non l’ho usato molto. Ha un tratto particolare, un po’ troppo “secco” rispetto a certe rotondità che ricerco nei miei disegni però funziona davvero benissimo.

Ho tenuto invece volutamente per ultimo il Crowquill Hunt 102. Crowquill letteralmente significa “piuma di corvo” e già il nome è tutto un programma. E’ un pennino piccolo, leggerissimo, affilatissimo capace di segni microscopici. E’ terribilmente difficile da usare. E’ esigente sulla carta. La vuole liscia e poco porosa. Si pianta con niente, sembra di avere una punta di taglierino in mano e non è avvezzo ai movimenti troppo veloci.

Talvolta dopo un lungo utilizzo capita che si accumuli tra le due puntine della carta. Microscopici ciuffi di cellulosa che dopo due, tre passate trasformano la punta del Crowquill in una cosa orrenda e grossolana che sparge segnacci enormi a destra e a manca.

Il pennino a forma tubolare necessita tra l’altro di un holder tutto suo, acquistato a parte, eccolo qua:

Ed ecco invece un esempio. La scansione e la relativa sistemazione di luce e contrasto (fatta da un incompetente come me!) ha leggermente ingrandito i tratti che dal vivo sono davvero molto più piccoli e leggeri.

Se volete saperne di più sui pennini, non posso che rimandarvi al sito di BLAM design, è una miniera, un po’ confusa a dir la verità – il sito è metà in inglese, metà in svedese e ogni tanto qualche pagina si perde per strada – però c’è davvero di tutto. Altro ottimo link è il forum di Fountain Pen, oppure se volete comprare ma anche trovare informazioni c’è il già citato Scribblers e l’esauriente Reuel’s Art Supplies. Qualsiasi altro link che avete da consigliare è ben accetto.
