I pennini da disegno

Giorni fa mi sono messo alla ricerca sul web di alcuni pennini di cui avevo sentito parlare nel tempo in solitarie ricerche notturne tra blog, forum e newsgroup. Volevo acquistarli e fare un po’ di prove sul campo con qualcosa di diverso. Si tratta di pennini “famosi” per così dire, utilizzati anche tra i cartoonist di successo e decantati spesso per la loro superba qualità.

A distanza di tempo mi è arrivato il famigerato pacco con il materiale e devo dire la verità è stato uno degli acquisti più interessanti fatti di recente. All’inizio volevo comprare tutto da Scribblers forse il migliore shop online per questo genere di cose, ma non avendo disponibili purtroppo un paio di articoli che desideravo sono finito da QuietFire Design e dalla gentilissima Suzanne.

Tempo una settimana dall’ordine ho tutto in mano, pronto per fare delle prove. Il costo ve lo dico subito è stato in gran parte aumentato dalla spedizione (arrivava tutto dal Canada) perchè i pennini in sé non è che venissero granchè. Eccovi nel dettaglio la lista della spesa:

– 2 Imperial Hunt 101 2,52 dollari

1 Crowquill Hunt 102 1,49 dollari

1 Speedball C-5 1,99 dollari

– 1 Holder per la Crowquill Hunt 102 1,49 dollari

Spese di spedizione 7,95 dollari (Più del totale degli articoli!)

Ma andiamo con ordine. Per cominciare posso dirvi che tutte le ultime strip di Quiff sono realizzate con un pennino, il primo in assoluto che ho preso in mano: un semplice Conté, recuperato dagli astucci delle medie di mia moglie (giuro!). Eccolo qui:

Ora, non è che mi ci trovo male, il Contè poi basta che faccio due passi e il negozietto di colori dietro casa ne ha quanti ne voglio. Però è anche vero che ha i suoi limiti (sia di flessibilità che di scorrevolezza sulla carta) e dopo aver testato i meravigliosi aggeggi di cui sopra adesso mi sembra di tenere in mano uno scalpello.

Partiamo dal primo. Il mitico Imperial Hunt 101:

dico mitico perchè in molti l’hanno lodato per le sue caratteristiche, ultimo in ordine di tempo il grande Richard Thompson di Cul de Sac. E’ flessibilissimo, scorrevole che pare che voli sul foglio e lo si sente molto morbido al tratto che è il suo pregio e allo stesso tempo il suo difetto. Basta davvero poco per calibrarne quantità e fluidità d’inchiostro, tanto che abituato com’ero, al primo utilizzo ho subito sgocciolato ovunque sul foglio facendo dei segnacci terribili, caricando tutto sul primo punto e rimanendo senza inchiostro un centimetro dopo! Però con un po’ più di grazia lo si riesce a domare e si ottengono linee morbidissime e tonde e anche con i testi si può giocare parecchio per ottenere effetti di marcatatura più o meno accentuati.

Il secondo invece è l’ancor più famoso Speedball C-5.

Un pennino nato principalmente per i testi e la scrittura, vista la sua punta squadrata e mediamente flessibile. Dotato di ricarica incorporata nella parte superiore per un maggiore accumulo di inchiostro e una maggior durata nella stesura, questo pennino è più rigido (e pesante) dell’Imperial anche se mantiene una scorrevolezza al di sopra della media. E’, come dire, “autoritario” nel tratto, e il numero 5 è fatto per disegni medio-grandi (ho già capito che me ne serviranno di più piccoli vista la dimensione delle mie strisce…)

Lo Speedball C-5 è famoso perchè ha seguito per anni i movimenti di una mano come quella di Charles M. Schulz e anche Jim Borgman di Zits ne ha fatto largo uso nei suoi disegni. Una chicca tratta da questo libro: quello che vedete di seguito è quello originale usato da Schulz solo per i testi fino a pochi mesi prima della sua morte, incrostato di inchiostro e leggenda:

questo invece è quello che ha usato per i disegni dei suoi Peanuts (il compagno di una vita si potrebbe dire – Schulz ha acquistato a suo tempo l’intero stock dall’azienda produttrice al momento del fallimento pur di non rimanerne senza…), si tratta del 914 Radio:

Piccola parentesi: un altro pennino di ottima qualità a punta squadrata che ho da tempo è il Leonardt 6. E’ poco flessibile ma scorrevole, ha una zigrinatura sulla parte superiore più una piccola cavità per l’accumulo e il rilascio graduale di inchiostro ed è molto molto leggero pur rimanendo tra i più resistenti.

Anche se dalla foto non sembra, non l’ho usato molto. Ha un tratto particolare, un po’ troppo “secco” rispetto a certe rotondità che ricerco nei miei disegni però funziona davvero benissimo.

Ho tenuto invece volutamente per ultimo il Crowquill Hunt 102. Crowquill letteralmente significa “piuma di corvo” e già il nome è tutto un programma. E’ un pennino piccolo, leggerissimo, affilatissimo capace di segni microscopici. E’ terribilmente difficile da usare. E’ esigente sulla carta. La vuole liscia e poco porosa. Si pianta con niente, sembra di avere una punta di taglierino in mano e non è avvezzo ai movimenti troppo veloci.

Talvolta dopo un lungo utilizzo capita che si accumuli tra le due puntine della carta. Microscopici ciuffi di cellulosa che dopo due, tre passate trasformano la punta del Crowquill in una cosa orrenda e grossolana che sparge segnacci enormi a destra e a manca.

Il pennino a forma tubolare necessita tra l’altro di un holder tutto suo, acquistato a parte, eccolo qua:

Ed ecco invece un esempio. La scansione e la relativa sistemazione di luce e contrasto (fatta da un incompetente come me!) ha leggermente ingrandito i tratti che dal vivo sono davvero molto più piccoli e leggeri.

Se volete saperne di più sui pennini, non posso che rimandarvi al sito di BLAM design, è una miniera, un po’ confusa a dir la verità – il sito è metà in inglese, metà in svedese e ogni tanto qualche pagina si perde per strada – però c’è davvero di tutto. Altro ottimo link è il forum di Fountain Pen, oppure se volete comprare ma anche trovare informazioni c’è il già citato Scribblers e l’esauriente Reuel’s Art Supplies. Qualsiasi altro link che avete da consigliare è ben accetto.

12 Commenti...

  1. _Antonio_

    CIUS SANTO SUBITO!!!! 🙂
    Fai delle robe troppo interessanti!
    Alcuni siti già li conoscevo, ma non tutti ( che mi leggerò con calma) e soprattutto… tutte queste curiosità! dove le trovi?! 🙂
    Io il Leonardt lo uso per il lettering, il numero 3, mentre per il disegno… premessa che mi “innamoro di continuo”, ma quelli con cui mi trovo meglio sono quelli “italic”. Di solito la parte a pennino la faccio con un Perry 790, finissimo (ex ex fine) o 791
    È scorrevolissimo e piuttosto rigido.
    L’altro giorno però, andando a farne scorta, ho trovato un pennino Presbitero, il modello è 601ff (santa google Chat e MQ che me lo è andato a vedere! ), che è simile al perry, un po’ più spesso (tipo il 791) ma moooolto più flessibile, e permette di modulare il tratto.
    Le ultime due strisce (di prossima uscita) le ho fatte completamente con quello, tratto, lettering, tutto.

    Credo siano abbastanza introvabili, sia i Perry che i presbitero, a meno di non cercare tra i collezionisti (o le aggiornatissime cartolerie aquilane…SIGH!)

    BTW comprando una cannuccia per pennino c’era insieme il pennino a forma di Torre Eiffel, preso solo perché mia moglie ha detto che era carino, ma poi provandolo scrive molto bene!

    P.S. Questo non lo conoscevi, vero? 😉
    P.PS. Devo passarti una decina di link di negozi e info sui pennini. Ho cercato parecchio in quest’ultimo anno.

  2. Max

    bellissimo un post cosi’ nell’era delle tavolette digitali, bravo,

    Max

  3. bruko

    bookmarkato subito!

  4. andrea

    bellissimo post! ma se uno volesse per esempio un Imperial Hunt 101, si trova nei negozi o c’è uno store sul web? non ho trovato nulla finora…

  5. mino

    Ciao sono giovanni, fumettista dilettante.
    finora ho sempre usato i rapidi, ma vorei passare al pennino per dare maggiore espressività ai tratti…

    ho 2 domande: hai un pennino da consigliarmi in quanto esordiente?
    secondo te che pennino usano nei manga (esempio stile full metal panic, black lagoon)?

    Grazie

    ciao e complimenti.

  6. Cius

    Ciao Mino, il pennino che ti consiglio per iniziare (quello con cui ho iniziato io) è un semplice Contè. Quello che vedi in alto per primo in questo post. Reperibile praticamente ovunque a prezzo bassissimo e “facile” da usare.
    Dico “facile” tra virgolette perchè ogni pennino all’inizio è un nuovo mondo, tutto da scoprire, con i suoi vantaggi e i suoi problemi. Diciamo che questo va bene per fare i primi segni.

    Non so invece assolutamente dirti che pennini usino nei manga che mi hai indicato. Anche perchè non li conosco neppure. Io mi nutro principalmente di comic strip.

  7. mino

    Ho comprato un contè in cartoleria. c’era solo quello…(1€ :-)!!!)
    Provandolo mi sono subito dato dello stupido per non aver provato prima
    questo fantastico strumento! E avevo appena finito di inchiostrare 20 tavole, nel corso delle precedenti settimane, con un misero rapido!
    La scorrevolezza del pennino è incredibile! Inchiostrare è più veloce e intuitivo… però si verificano 2 problemi:
    1- i tratti sembrano grigi, più chiari rispetto al rapido…perchè?
    2- la carta, dopo un po’ “beve” l’inchiostro, anche l’FA4!
    che carta di consigli di usare?
    PS qua trovi quello che intendo, delle prove su un A4 normale:
    http://www.minodesign.it/prove-pennino.jpg

    grazie mille

  8. cius

    I Contè io li trovo a 0.80 € cent. Quindi il prezzo che ti hanno fatto ci può stare. Sono contento tu ti sia trovato bene, il Contè è un pennino “standard”, io ultimamente lo trovo un po’ troppo rigido, ma sono considerazioni che faccio dopo un anno di utilizzo, forse anche la mano sta cambiando.
    Per i problemi che mi riporti:
    1 – Che inchiostro usi? Io ti consiglio il Windsor e Newton appena appena tagliato con qualche goccia d’acqua per ammorbidirlo un po’ specie se aperto da tanto tempo. E’ una china meravigliosa, nera pece, fluida e pure profumata.
    2 – Forse l’inchiostro è per l’appunto troppo “acquoso”, strano che su un F4 liscio faccia sbavature. Io uso un Tecnico6, 220gr A4. L’ho scelto perchè con gli acquerelli, tra le carte che costano meno, è quello con la resa più accettabile.

  9. mino

    Grazie. Il problema era dovuto alla china – Rotring ma aperta da più di 5 anni –
    Ho provato la china Koh-i-norr e il tratto è nero! Il problema della carta lo risolverò comprando carta apposita…

    Comunque, il pennino è una figata! Ho appena comprato una tavoletta Wacom,
    ma le soddisfazioni che ti danno carta e pennino non sono paragonabili!
    (sull’onda dell’entusiasmo ho ordinato un set di pennini da scribblers.com)

    mino

  10. cius

    Trackback: http://www.quiff.it/2008/12/03/i-pennini-da-disegno-i-perry-inglesi/

  11. Artag961

    E’ an blog molto interessante. Anche io sono passato ai pennini con la china (devo ancora abituarmi però). vi dirò che in realtà volendo poi acquerellare il disegno sto abbinando al pennino dei pennelli da usare con la china per le parti più ampie del disegno per poi andare nei dettagli con il pennino.

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