Caro Babbo Natale – la lettera di Ercole

Caro Babbo Natale – la lettera di Ercole

Io che non sono mai stato uno studente da 10 e lode mi accorgo ora, a distanza di tanti anni dalla fine della scuola, che tra le cose più belle del mondo c’è proprio lo studio. Forse quando l’ho frequentata io la scuola qualcuno non me l’ha fatta piacere, o me l’ha resa difficile, vuota, sterile, tutta incentrata al voto, alla fuga al suono della campanella, alla sopravvivenza più che al divertimento di consocere ogni giorno cose nuove. Perchè sedersi dietro ad un banco e trovare dall’altra parte qualcuno che non ha voglia di insegnare con la “I” maiuscola è il primo problema. Il trovare strutture poco accoglienti, fredde, dove ti senti più un peso che un ospite è il secondo problema.

E’ proprio così. Le scuole dovrebbero “ospitare” i nostri nuovi alunni. Che poi “alunno” nell’etimologia della parola nasconde proprio il signifcato di “far crescere”, “nutrire”. E se tu una pianta la vuoi far crescere, in primis gli doni il tuo tempo, poi le tue conoscenze, infine tutto quello che necessita perchè non si ammali o muoia in caso di difficoltà. Chiediamocelo: stiamo facendo altrettanto con i ragazzi che studiano nelle scuole? Lo facciamo in egual misura con italiani, extracomunitari, portatori di handicap, ecc? Perchè se la risposta non sappiamo darla con precisione rischiamo di far danni.

Io credo che ogni studente possa dare il meglio di sé in condizioni adatte per farlo, non esistono gli asini per antonomasia. Ci sarà pure quello un po’ più lento, quello troppo impulsivo, quello che ha bisgono di una mano e quello che pedala felice per conto suo. Si, è normale. Dobbiamo adattarci a questo, non reprimerlo. Dobbiamo dare tempo a chi chiede tempo, aiuto a chi chiede aiuto e pacche sulle spalle a chi corre veloce. Non ci si deve dimenticare di nessuno. In malora i programmi e le interrogazioni. In malora i compiti in classe e le lezioni di recupero. In malora tutto se prima non crediamo nella “persona studente”. Se oltre a mettere uno sopra l’altro i mattoni della scuola intesa come edificio non ci interessiamo anche di edificare con mattoni diversi gli animi delle persone che ci stanno dentro, i crolli non saranno solo quelli dei soffitti ma anche di tanti altri valori necessari e fondamentali a chi ben presto si troverà da solo per strada con un foglio di carta in mano e una manciata di avvertimenti.

C’è del buono comunque, mica si deve sempre pensare al peggio. Ci sono persone che i mattoni non li sprecano cedendo alla rabbia di tirarli nelle vetrate dei negozi, ma decidono al contrario di usarli per costruire una protesta pacifica ma determinata contro veri e prori abusi nei loro confronti. A questi è andato il mio pensiero nel disegnare lassù il piccolo Ercole che come molti altri vorrebbe un bel giorno imparare a volare come si deve, non concedendosi il lusso di definirsi con troppa facilità un semplice pollo.

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2 Commenti...

  1. Scardax

    Bellissima, sono perfettamente d’accordo con te!

  2. MagicAurora

    mi fa una tenerezza questo pulcino!!!

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