Apriti cielo – Get Fuzzy vs. What the Duck?

Continua sulle pagine online del The Star, quotidiano di Toronto, lo scontro tra la redazione e i fans di Get Fuzzy. Come vi riportavo nei commenti dell’ultimo post, dopo la decisione di sostituire Get Fuzzy con What The Duck (parentesi: se volete farvi un’idea di questa strip potete leggere le traduzioni in italiano sul sito di Comicus che l’ha proposta ai suoi lettori assieme ad altre strisce apprezzabili come ad esempio Liberty Meadows di Frank Cho), apriti cielo, i lettori si sono scatenati e hanno preteso via mail, via posta, via telefono, la ripresa della strip sul giornale.

Un amore verso il lavoro di Darby Conley che al di là dei numeri, rende l’idea di quanto la strip sia oggetto di culto dall’altra parte dell’oceano. Anche se lo Star dovrebbe aver imparato la lezione visto che una simile protesta popolare si è già ripetuta ben due volte in passato con strip del calibro di Little Orphan Annie e Marmaduke – il nostro Sansone.

Kathy English, autrice dell’articolo, volutamente ironizza (ma neanche tanto) sul fatto che nello stesso periodo in cui muiono ancora soldati in Afghanistan e le banche preannunciano un tracollo finanziario mai visto, il furor di popolo si sollevi per aver tolto dalle pagine di un giornale una striscia a fumetti. C’è da rifletterci in effetti. E continua elencando qualcuno dei messaggi ricevuti: uno che educatamente chiede la restituzione del maltolto perchè l’intera famiglia lo reclama, un altro che annuncia che non comprerà più il quotidiano se Get Fuzzy non verrà reinserita al proprio posto, e che nella scelta di mettere al suo posto W.T. Duck ha perso completamente fiducia nel giornale. Pazzesco.

Pazzesco per due motivi: il primo ideologico. Perdere fiducia in un giornale per le sue scelte in fatto di comics è davvero grandioso, il secondo perchè questa affermazione arriva proprio nell’era di internet, nell’era in cui gli archivi delle strip sono aperti e gratuiti al pubblico, in cui la carta avrebbe dovuto morire calpestata dai pixel in breve tempo, nell’era in cui la gente ha tutto talmente a portata di click che sembrava impossibile potesse continuare a ricercare il piacere di una lettura esilarante tra le grigie pagine di un quotidiano.

E d’altra parte anche i Syndicate mica hanno vita facile in questo caos. Dice giustamente Robin Graham, direttore del Torstar Syndication Services, che è difficile introdurre nuove strip al giorno d’oggi. Lo spazio è poco, i lettori sono legatissimi alle loro preferenze e per questo alle giovani leve non resta che aspettare.

Nel frattempo Kathy English rincara la dose e si definisce una lettrice occasionale di Get Fuzzy che reputa una strip dallo humor demenziale tra un cane un gatto e il loro padrone. Come è giuso che sia però accetta le critiche dei lettori e dice di aver discusso durante la settimana, con parecchi di loro per capire quale possa essere la strip da eliminare al suo posto.

Scelta non facile, ognuna infatti ha la sua fetta di pubblico ben precisa. John Ferri curatore delle pagine dedicate all’entertainment del Toronto Star si difende precisando che la scelta è caduta su Get Fuzzy dopo aver consultato un sondaggio, tempo addietro, fatto proprio per capire il gradimento dei lettori in merito alle comic strip pubblicate. Per adesso quindi W.T. Duck pare salvarsi e la discussione ritenersi tutt’altro che conclusa.

Certo una lezione da queste scaramucce americane noi italiani dobbiamo trarla in qualche modo. Fa effetto prima di tutto la popolarità che hanno i comics e l’attaccamento che dimostrano i lettori ai loro beniamini, ma questo già si sapeva. Quello che sarebbe interessante approfondire è l’aspetto di comunicazione diretta che si stabilisce tra il lettore e la redazione del quotidiano. Il primo non accetta di subire tacitamente, il secondo non ignora il suo pubblico e non si permette di fare spallucce alle richieste che gli arrivano. E’ da tempo che ripeto – ma non solo io, anche tani altri amici cartoonist – che scrivere alle redazioni dei quotidiani specificando le nostre preferenze è un comunque un gesto di attività civile che ci predispone a non accettare passivamente le scelte collettive. Ci piacciono le strip? Facciamoglielo sapere. Niente di più facile al giorno d’oggi quando con una mail si può raggiungere chiunque. Sia mai che un direttore indeciso su una proposta ferma da giorni sul suo tavolo prenda per primo la decisione giusta. Nonostante tutto ci spero ancora.

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