Joao Montanaro è un ragazzo di 14 anni, brasiliano, ama il buon calcio, i videogames e le strip. Le disegna in uno studiolo ricavato nella casa composta da due sole stanze dove prepara allo stesso tempo delle vignette di satira politica per il Folha, il più importante giornale del Brasile, attivo da più di novant’anni e conosciuto per aver da sempre ospitato al suo interno i migliori disegnatori satirici brasiliani e non.
Complice un libro del papà che Joao amava sfogliare in tenera età, tra un ritmo di samba e un colpo di testa al pallone, nel ragazzo è nato pian piano (ma neanche troppo piano) anche l’amore per il disegno.
(Una fata! – Ciao! – Ops! Dov’è finito il mio portafoglio?)
(Il lupo John travestito – No travestito! Crossdresser!)
Di politica un ragazzino di 14 anni può saperne poco è vero (anche se di quotidiani, dal New Yorker a Le Monde se ne legge in media più degli altri suoi amichetti adolescenti) ma al giornale hanno ben pensato che comunque la freschezza delle sue battute e quel tratto già ottimamente impostato (di quelli che ti fanno pensare: “hey, come diavolo fa un ragazzino a disegnare già così bene?“) potevano invece essere un punto a suo favore. In fondo è la visione del mondo di un giovane e, Mario Kanno, l’art director del giornale ha creduto nelle sue potenzialità e nella possibilità di farlo crescere dandogli lo spazio che si merita. (Tanto di cappello signor Mario, venga qui in Italia, la prego, a insegnare ai direttori dei giornali come si fa).
(Juan, ex giocatore di calcio ora gioca a scacchi – Scacco matto! – Scacco matto!!)
(Nuvole – Un coniglio - Una matita – Un fungo)
In definitiva quella di Joao è una bella storia. Una storia che vale la pena raccontare e far conoscere. E, va detto anche questo, fosse stato anche solo un ragazzino che disegnava per sé stesso nella sua stanza, vive congratulazioni! Lo stile latino c’è già tutto, il segno è maturo con ampi spazi di crescita, i colori e la composizione certi personaggi che qui da noi è una vita che disegnano e se la menano sulle copertine dei giornali se la dimenticano – e le trovate grafiche, figlie di una mente fresca e giovane, completano il piacevole quadretto.
(Papa! – Io voglio un iPhone4 per Natale. E io voglio un iPad – No bambini! Il Natale è l’anniversario di una persona molto importante e non un negozio di regali. Andate a giocare – Non sapevo che Steve Jobs fosse nato a Natale. Nemmeno io)
(Joao senza braccio – Joao-senza-braccio ora fa una striscia – Nel prossimo episodio, Joao-senza-braccio farà la punta alla matita con un taglierino)
Il primo paragone che verrà in mente a molti guardando le sue strip sarà con Liniers (il vicino argentino) ed in efetti la somiglianza è molta. Ed è anche singolare se ci pensate. Il quattordicenne ha dovuto lavorare sulla tecnica avendo già la mente giovane e libera che gli permetteva di pedalare lontano, il trentottenne è riuscito a lavorare sulla mente – riuscendo a non invecchiare e a non cadere in stereotipi o deja vù – avendo già la mano scafata da anni di carriera. In entrambi il mix è riuscitissimo.
E quando i mix riescono così bene e finiscono pure sulla carta stampata invece di morire di stenti chissà in quali angoli del globo, noi sentimentaloni, ci si asciughia le lacrime dalla gioia (e dall’invidia).
Per i più curiosi due link utili: il blog di Joao e il suo primo libro






