La frase “amico è con chi puoi stare in silenzio” non è farina del mio sacco! E’ del poeta Camillo Sbarbaro al quale l’ho impunemente rubata.
Quella di Vermiglione invece è tutta roba mia (come si poteva intuire).
La frase “amico è con chi puoi stare in silenzio” non è farina del mio sacco! E’ del poeta Camillo Sbarbaro al quale l’ho impunemente rubata.
Quella di Vermiglione invece è tutta roba mia (come si poteva intuire).
Si ci sono! Stand E122 con la banda di Balloons, in simbiosi con Comix. Non potete non trovarci. Ci sarà un simpatico casino tutt’attorno, ci noterete. Siamo lì a far dediche, disegni e a rispondere alle domande della vita, tipo: chi ce l’ha fatto fare?
La colpa è tutta nostra, ce la siamo cercata.
Adessso cercateci voi. A presto!

In famiglia siamo degli artisti. O almeno ci proviamo. Io con i fumetti ormai da anni, lo sapete già, inutile che ve lo dica, e mio padre – da poco – con i libri. Ci si diverte, si fa qualcosa di costruttivo, si gioca e in fondo si prova a raccontarsi raccontando. E’ da poco stato dato alle stampe il suo primo libro: “Il potere di Acron“. Il genere è quello fantasy, raccontato bene e con semplicità, proprio per i ragazzi che dovrebbero leggerselo tutto d’un fiato. Uno stile essenziale che racchiude nelle caratterizzazioni dei personaggi – e nella loro umanità profonda – il segreto della bellezza del racconto.
Non dovrei essere io a dirlo, sono di parte in fondo e anch’io ho fatto fatica a leggerlo da “lettore normale”, ma vale davvero la pena di averne una copia. Perchè è talmente ben fatto e ben scritto che merita più visibilità e più importanza della semplice vetrina del web. Se fosse edito da qualche nome famoso dell’editoria sarebbe già nelle librerie di mezza Italia a riempire scaffali, essendo invece il coraggio di una giovane casa editrice (la Giovane Holden Edizioni appunto) a dargli fiato e visibilità lo potete trovare online a questo indirizzo e acquistarne quante copie volete. Spedizioni rapide e, tramite il sottoscritto se proprio volete, dedica e firma!
In questo martedì mattina di ritorno a lavoro dal ponte del primo maggio c’è poco da stare allegri. Vi immagino tutti con i musi lunghi, dietro i monitor dei vostri cubicoli a cazzeggiare invece di lavorare come si deve. E’ normale, sta capitando anche a me mentre per l’appunto inganno il tempo scrivendovi. Eppure una buona notizia c’è, non sarà di quelle che vi cambieranno la vita ma ve la dico lo stesso perchè ormai sono partito e devo raggiungere un numero di righe abbastanza congruo da giustificare la necessità di un post. Da mercoledì (cioè domani) le strip di Quiff sbarcano su Balloons <- (il post messo così sarebbe stato troppo corto, ecco la necessità di allungarlo con acqua gassata).
Vi vedo sbadigliare. Non va bene. Doveva starci un applauso.
Si ritorna quindi alle due strip a settimana promesse e per un po’ abbandonate. La prima qui il martedì e la seconda là il mercoledì. Il giorno prima del mio ci sta Deco e il giorno dopo Totaro, tanto per farvi capire quanto io ci stia come i fagioli a colazione con gente di quel calibro. Poi non è detto che qui ci debba stare per forza una sola strip. Magari quella del giovedì torna, che ne sai? Come non è detto che di là ci debba essere per forza una inedita, magari ti rifilo una deja vu appena riscaldata in fornetto.
Insomma in poche parole, se tra martedì e giovedì non avete altro di meglio da fare (e non lo avete) sintonizzatevi sul mio blog e su quello di Balloons, qualcosa ci sarà di sicuro a tenervi compagnia e a farvi passare quelle lunghe e inutili ore in quel posto ameno e bigio dove vi pagano per leggere i webcomic.

Da alcuni anni a questa parte ho una certa tendenza a parlare di natura e di ecologia (la strip di ieri qui su in alto ne è un piccolissimo esempio). E’ un argomento che come pochi mi scuote dentro. Come si parlasse di un amico, di un parente, di un fratello. Ho cominciato a vedere con occhi diversi il pianeta che ci ospita durante l’anno di volontariato presso la sezione WWF della mia città. Da ragazzino le cose che si fanno passano veloci senza riuscire ad afferrarne il senso poi dentro rimangono e sedimentano e sviluppano una loro propria vitalità.

Questo “cuore” ecologico che pulsa accanto a quello tradizionale è un sesto senso aggiunto. Mi fa accorgere di cose che prima mi passavano sotto il naso senza colpo ferire. Quanta acqua si usa, quanta corrente elttrica, quanti alberi ha tagliato quest’anno il mio comune e quanti ne ha messi di nuovi. Che pesticidi usano sulla frutta che mangio, dove costruiscono nuove case e nuove strade, in che stato sono i parchi e le zone protette, quanto inquina la mia auto, ecc.
Cose che hanno tentato di farci dimenticare nel tempo. Se ne parlate, i più diranno che non è affar nostro. Come se coltivare il proprio pezzetto di terra privato ci mettesse al sicuro. Siamo invece come delle formiche sui rami, come tante formiche su foglie perennemente mosse dal vento. A quelle foglie e a quei rami dobbiamo portare RISPETTO. Una parola fuori moda e poco usata. Il rispetto è la regola d’oro della convivenza. Anche con il nostro pianeta vale la stessa regola e così, di conseguenza, con il nostro corpo.
Perchè anche noi siamo “natura”. Anche noi siamo parte del gioco, non ne siamo né i padroni né ci è dato di subirlo tacitamente. Come è nella natura di un gioco, esso va giocato. Ma per giocare serve intelligenza e buona volontà. Serve integrità morale e una buona dose di fantasia. Il rispetto non è merce facile da trovare e non si genera dal nulla, va coltivato e curato nel tempo. Va creata una coscienza prima, un terreno pronto ad accoglierci a vicenda. Sta tutto dentro di noi. La vera terra, il vero mondo è dentro di noi. Quello fuori è uno specchio, un riflesso, un’immagine.
Per cui che la “Giornata della Terra” sia dedicata a quello che abbiamo dentro di buono che permette ai nostri semi di germogliare, ai nostri alberi di crescere, ai nostri fiori di colorarsi e ai nostri frutti di prendere gusto. Quest’anno com’è andato il raccolto?
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Poi siccome siamo su un blog di comic strip se avete voglia vi consiglio questa bella intervista a Patrick McDonnell sull’Earth Day. Patrick è da sempre uno degli artisti statunitensi più attenti al tema.
Quella in alto è un disegno rubato invece a Richard Thompson, messo all’asta al Totoro Forest Project poco tempo fa, un movimento nato dalla volontà di Hayao Miyazaki nel tentativo di salvare, attraverso la ricerca di fondi, la Foresta di Sayama vicino a Tokyo. Un polmone verde di 8750 acri “mangiato” in più riprese tra gli anni ‘70 e ‘80 dall’urbanizzazione selvaggia.
La Foresta di Sayana è, per intenderci, quella che ha ispirato Miyazaki per la realizzazione del suo film d’animazione “My Neighbor Totoro“, di qui il nome del progetto.